Impossibile non amare gli Impossibili

Che colpa ne ho?
Mi piace più dei Ramones

Con il brano Ritardato si apre Impossimania, un disco che si afferma nel punk rock italiano come un inno. Nascono nel’94 a Milano, capitanati da Efrem Mezzanini. Il loro punk rock è semplice e veloce, così come i loro concerti, grintosi come pochi.

Gli Impossibili surfano l’ondata amarcord del genere

Gli Impossibili cavalcano perfettamente l’ondata amarcord ancora vitale e presente nel nostro territorio. E lo fanno alla grande. I loro concerti sono sempre pieni di gente, fan accaniti, tutti cantano a squarciagola i loro pezzi, in particolare modo impazza proprio Impossimania.

Un loro live scorre ad alta velocità, pezzi che scorrono uno dopo l’altro, da perderci il fiato. Alternano grandi classici a perle mai dimenticate: il singalong è assicurato, insieme ad un grande tuffo nella nostalgia. Quanti ricordi sono intessuti nell’ascolto di quelle canzoni? Per me tantissimi.

Ma arriviamo al punto focale del mio discorso. Nel mondo esisteranno sempre due tipi di persone: quelli che ascoltano gli Impossibili e quelli che no. Che è come dire, metaforicamente quasi, che c’è sempre chi ascolterà punk e chi no.

Tra le principali qualità degli Impossibili, c’è l’aver creato una comunità forte e salda di aficionados intorno a loro. Infatti, pur mantenendo un piede nel punk rock di stampo più ramonesiano, riescono a far andare d’accordo tutti gli amanti dei vari sottogeneri del punk rock (e qui potete sbizzarrirvi nell’elencarli).

Ed è così che vecchi amici di lunga data si incontrano ai loro live, tutti insieme ci abbracciamo e cantiamo le nostre canzoni preferite.

Impossimania, il grande classico

Impossimania

Impossimania è il grande classico che non deve mancare nella collezione di tutti gli amanti del genere.

Pezzi indimenticabili come Odio Brenda e Melrose Place, La mia ragazza a 9000 volts, Ritardato solo per citarne alcuni… ma tutti il disco è una pietra miliare da imparare a memoria.

Brani brevi, melodici, orecchiabili, catchy. Direttamente dall’epoca d’oro del punk rock italiano (in italiano). Esce nel ’97, da allora ci regala indimenticabili singalong, ditini puntati verso il palco, goccioloni agli occhi, pugni al petto.

Perchè, per chi come me è cresciuto sparandoseli nelle orecchie col lettorino cd portatile, riportano immediatamente all’età della spensieratezza e della scoperta del punk italiano.

Noi cresciamo ma loro rimangono una costante.

Vanno visti almeno una volta nella vita. Quale migliore occasione dell’Adescite Fest?

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