Franz Barcella ci racconta il Punk Rock Raduno

GO: Ciao Franz! Grazie per dedicarci qualche minuto del tuo tempo! Partendo dalle origini, come è nata/iniziata l’avventura del Punk Rock Raduno?

Franz: Una sera, non ricordo quale, Andrea (Manges, Striped), cappellino in testa e la canonica
Corona in mano, s’è avvicinato sornione:

“Beh, un giorno dovremmo farlo anche noi un festival indipendente. Che non riguardi solo quello che facciamo io e te, ma aperto a tutte le etichette, distribuzioni, entità che tengono in vita il punk-rock. Con calma
però, eh, magari ci pensiamo…”

Manuel (sempre dei Manges) ha suggerito di chiamarlo PUNK ROCK RADUNO. Molti nostri amici e collaboratori hanno storto il naso all’idea, soprattutto perché suonava “stupido” e “come potete chiamare un evento internazionale con una parola italiana che nessuno usa nemmeno più?! Siate seri!”. E proprio così abbiamo fatto. Da lì, la palla di neve è rotolata giù dalla collina, ed è diventata velocemente una valanga che ha travolto noi e tanti altri collaboratori/volontari che ogni giorno donano il loro tempo e peculiarità alla causa. Ancora nessuna Corona gratis, per il momento, ma il sogno continua.

GO: Un ruolo fondamentale all’interno del Raduno lo gioca proprio l’Edonè, che pur dovendo confrontarsi con le logiche di un classico “locale”, porta avanti una proposta culturale ben precisa, grazie anche all’attività di tanti volontari. Quanto lavoro c’è stato dietro per poter permettere allo spazio edonè di accogliere eventi del genere? Come riuscite a sopravvivere in una realtà dove sempre meno gente supporta i concerti locali e contemporaneamente i live club preferiscono affidarsi alle cover band?

Franz: Il Raduno, per come è stato concepito e lo conosciamo ora ed, non potrebbe mai esistere senza Edonè. Sono due entità legate a doppio filo.

edonè punk rock radunoCos’è Edonè? Ufficialmente, è uno degli Spazi Giovanili del Comune di Bergamo, la cui gestione (programmatica ed economica) viene messa a bando. Non siamo volontari, non siamo un’associazione culturale, ma non siamo esattamente puri imprenditori: un po’ di tutto questo, il che tende a confondere molta gente. Diciamo che cerchiamo di fare azienda, e creare lavoro, in un modo eticamente corretto, e tramite le cose di cui siamo appassionati. Siamo aperti 360 giorni l’anno, dalla mattina a sera. Siamo bar, ristorante, workshop, sala concerti.
Paghiamo l’affitto, le utenze, tutti i lavoratori hanno regolare contratto, e per sostenere tutto ciò dobbiamo tenerci in continuo movimento, essere creativi, differenziare l’offerta. Cerchiamo di dare il nostro contributo alla comunità, anche con inserimenti lavorativi di ragazzi della città con diverso tipo di problematiche.
E focalizzandoci sempre sull’aspetto della qualità in quello che offriamo, che sia una bevanda, una pietanza o un avvenimento culturale. Non è facile (non ti nascondo che in alcuni periodi abbiam dovuto metterci soldi di tasca nostra per pagare i ragazzi che ci lavorano…), ma riusciamo a stare in piedi, e siamo fieri di come
lo facciamo e cosa proponiamo.

Diverso invece è il discorso Punk Rock Raduno, che è composto e portato avanti da soli volontari, senza scopro di lucro. Tutto quello che riusciamo a ricavare (dal nostro accordo con Edonè, dagli sponsor o dalla vendita di merchandise) va a finanziare l’evento, o a far cassa per quelli successivi. Quanto lavoro c’è dietro tutto questo? Molto. A volte sembra infinito. Ma a dire il vero, personalmente non pesa: è la nostra passione, qualcosa a cui pensiamo ogni giorno comunque, e con un sorriso sulle labbra.

GO: In questi anni, oltre ai concerti all’interno dello spazio Edonè, siete riusciti a portare il Raduno un pò in tutta la città di Bergamo, con eventi di vario tipo (tattoo convention, concerti acustici, dj set, etc.) sparsi per la città già dalle prime ore del mattino. Qual è stata la risposta della città di Bergamo? Vale ancora la pena quindi puntare e investire sulla propria scena locale?

Franz: Credo molto nell’agire localmente, ma con una visione e mentalità globale.
Lavorare per la propria comunità, creare interesse e partecipazione, migliorare le cose. Il che non vuol dire chiudersi nell’isolazionismo: viaggiare, confrontarsi, avere un occhio per cosa succede in altre realtà. Ed esser sempre aperto ad altre influenze. Ad esempio, puoi avere un’ottima scena musicale nella tua città, ma non crescerai mai se non ospiti band da altre parti del mondo, ti confronti, impari.
E’ una lezione che ho imparato dal Punk-Rock, ma che vale per ogni ambito della vita. Lo stesso vale per il festival: che senso avrebbe tenerlo vincolato, egoisticamente, solo ad Edonè?! Se tutta la comunità collabora, l’evento si rafforza, è più ricco e partecipato. Personalmente, è anche la cosa che mi porta più soddisfazione.

Gli eventi one-shot, i festivalini, oggigiorno sono quelli che hanno più attrattiva, e forse danno anche più soddisfazione a breve termine. Ma sarebbe limitante, nonchè alla lunga frustrante, fermarsi solo a questi. Che sia in un locale, in un bar, garage o sottoscala, il concerto locale, organizzato magari per un gruppo in tour, è ancora la parte più importante da cui non si puó prescindere.
Organizzare un concerto, fare una fanzine, ospitare un gruppo in tour, comprare un disco, durante tutto l’anno, non solo agli eventi speciali. Non c’è nulla da “radunare”, se queste cose vengono meno.

franz barcella al raduno

GO: Aspetto non da poco conto è rappresentato dal fatto che ormai da 4 anni il Raduno propone un festival di 4 giorni quasi totalmente gratuito, autosostenendosi grazie all’attività dell’Edonè e dei vari sponsor presenti. Da cosa deriva tale scelta?

Franz: Inizialmente, dalla location: una prerogativa di Edonè è quella di offrire eventi culturali sempre gratuiti. E’ la sua connotazione da sempre, costruita per cercare di avvicinare più gente possibile ad una passione. Questo non vuol dire che crediamo che musica e arte debbano sempre essere gratis, anzi. Organizzare un concerto, nonchè suonarlo, è sempre più costoso, e a mio avviso non può essere sostenibile con il solo ausilio del bar (o, in casi diversi dal nostro, di fondi dedicati alla cultura).
E’ importante dare un valore a queste passioni, anche monetaria, ed il biglietto (o una sottoscrizione) è il primo modo.
Purtroppo se ci si aspetta che tutto sia gratuito, o che il solo “presentarsi” sia una forma di supporto, molte forme culturali andranno a morire.

Perchè, quindi, il Punk Rock Raduno è gratuito? Principalmente, perchè il nostro è un intento divulgativo. Mostrare a più persone possibili, grandi e soprattutto piccole, cos’è il Punk-Rock, i suoi valori, e come viene vissuto da chi lo tiene in vita. E perchè per molti di noi è stato così importante, anche nella vita di tutti i giorni.
Sarebbe difficile arrivare a molte persone anche solo con una sottoscrizione minima (e lo dico con una lacrimuccia…), nonchè purtroppo creerebbe una barriera che molti “curiosi” non valicherebbero. E’ triste da dire, ma è così. Ma la speranza è che qualcuno si avvicini, ed inizi ad appassionarsi. Quello è il primo step.

GO: Vai Franz, spazio pubblicità, presentaci il prossimo Punk Rock Raduno. Grazie di tutto, Gabba Gabba Hey!

Franz: Punk Rock Raduno 5. Dal 16 al 19 Luglio 2020.
No Racism, No Sexism, No Homophobia, No Violence, No Borders. #tomorrowtheworld

punk rock raduno 5

 

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