Cheap Date: Riflessivo Grunge/Gaze da Caserta

“Bad luck life stories”

Ascoltai i Cheap Date per la prima volta, curiosando nell’evento FB creato in occasione della serata al CSOA Communia di Roma, il 3 Aprile (ovviamente avevo pianificato di andarci, se non fosse stato per le restrizioni d’emergenza). I ragazzi catturarono subito la mia attenzione: un sound avvolgente ed energico allo stesso tempo, il quale, nella sua originalità, mantiene una forte matrice vintage, tipica anni ’90.
Ascoltatori/lettori, sappiate che io sono cresciuto a pane e Grunge, quindi… ecco a voi “In Gloom”, il primo EP dei Cheap Date.

Provenienti da esperienze musicali già avviate, I quattro ragazzi si riuniscono nel Settembre 2018 e pubblicano un singolo (presente su Bandcamp) “142 Pearl St.”. Tuttavia equilibrare vita lavorativa e musica è dura (come li capisco…), quindi il progetto slitta all’anno seguente, ed è a Novembre 2019 che i ragazzi finiscono le registrazioni di In Gloom.
Il gruppo organizza anche un tour italiano di 9 date, il quale sarebbe dovuto iniziare nella loro città natia con il release-party dell’EP e concludersi con quella serata a Roma. Riescono a portare a termine le prime tre serate, ovviamente a causa delle restrizioni del governo di questi ultimi due mesi.

In Gloom: “Estimate Worst Scenario”

L’EP autoprodotto esce ufficialmente il 20 Dicembre 2020.
In 4 tracce, i Cheap Date, tra fuzz e delay tipici del sound punk/grunge dei Dinosaur Jr, riescono a far emergere, senza difficoltà, la delicatezza dello Shoegaze di fine anni ‘80/ inizio ’90, facendo riferimento alle melodie sognanti di gruppi come gli Slowdive e My Bloody Valentine.

Un esempio di questa formula possono essere “Superstar” e “Promised Not To Go”, in cui i riff d’entrata, energici e pieni di groove, vengono immersi in un mare di accordi in riverbero, accompagnati da ritmi decisi e dinamici. Lo stile dei brani precedentemente citati si alterna a quello più punkeggiante, ma comunque riflessivo, di “A Day In The Life” e del brano d’apertura “Panic”. Il tutto incorniciato da linee vocali calde, talvolta sussurrate, le quali narrano di momenti in cui il pensiero e le emozioni più personali e profonde isolano dal mondo esterno: “If I could turn in backward, I’d straight go choosing to hate you”, viene cantato in “Promise Not To Go”.

Riassumendo: sia in caso voi siate degli stagedivers professionisti in camicia di flanella, sia degli scarpa-guardanti con una pedaliera che occupa più spazio della batteria su un palco, questo EP è per voi.
Supportate la scena!!!

Dove trovarli

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