Monos: rock’n’roll primitivo da Firenze

Ai tempi in cui ero gggiovane, più o meno quando lo era Ryu ragazzo delle caverne, si era soliti fare ordini discografici di gruppo a grandi magazzini quali Top Ten o Sweet Music. Si comprava un tot di dischi ciascuno e poi li si metteva su cassetta per far sì che circolassero fra noi. In uno di quegli ordini la mia girlfriend del tempo comprò Songs the Lord Taught Us dei Cramps e, come da prassi, me lo riversò su nastro. Tornato a casa lo misi subito in ascolto e scoprii che suonava male; pensai subito che il propellente fumato quel giorno avesse avuto un effetto maggiore rispetto al solito, che la dolce donzella fosse rimasta sconvolta dalle mie capacità amatorie era quanto meno pretenzioso.

Da quel giorno ascoltai quella cassetta centinaia di volte e capii che quello era il suono giusto, che quel disco suonava davvero male, splendidamente male. Fu una rivelazione, un colpo di fulmine che si trasformò in un amore eterno e duraturo. Da quel fatidico momento di un album che suonavano magicamente lo-fi ne ho ascoltati parecchi e quello è diventato uno dei suoni ai quali sono rimasto maggiormente affezionato.

Peep Show: veloce, disordinato, vero e sanguigno

Ed è quindi con grandissimo piacere che mi sono accostato a questo disco dei fiorentini Monos, un duo di pazzi fiorentini che suona esattamente come piace a me: veloce e disordinato ma soprattutto vero e sanguigno, zero fronzoli e badilate di sostanza.

Peep Show si apre con Fishnet Stockings ottimo surf strumentale, ed è sempre in odor di tavole marce Monos Twist, il mio brano preferito del lotto. A seguire si trovano le atmosfere malate di Scarecrow, il rockabilly sepolcrale di This is Rock’n’roll, la crampsiana che più crampsiana non si può Babe, I’m Crazy e la sguaiata Rock Party, una canzone alla american graffiti che finisce in una disastrosa festa alcoolica. Chiude il tutto Rumble in the Jungle che è nuovamente surf ma come lo avrebbero suonato Lux Ivy e compagni. I Monos sono esattamente ciò che voglio sentire, qualcosa di cui non mi stancherò mai, quello che gente come Bo Diddley vorrebbe sentire per poter dire “Ecco avete capito tutto quello che volevo dirvi”.

Monos: dove trovarli

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