Intervista a Austin dei Camping In Alaska

Lettori/ascoltatori… quest’intervista è davvero importante per me.
Sono riuscito a fare qualche domanda alla voce/chitarra, nonché membro fondatore, dei Camping In Alaska da Huntsville, in Alabama.
La loro musica ha ispirato parecchio la mia, il mio modo di comporre e di scrivere.
Il loro primo album, Please Be Nice, è molto noto e apprezzato nella scena Emo Revival; io (magari anche esageratamente) lo considero uno dei migliori degli ultimi 10 anni e, sicuramente, occupa la prima posizione nella mia top 5 albums personale.
Vi preannuncio che in queste righe si apprenderà realmente, con toni nudi e crudi, il significato della frase “la musica mi ha salvato la vita”. Non dico altro.
Buona lettura a tutti voi.
(Mi sono occupato personalmente della traduzione e adattamento delle risposte dall’Americano all’Italiano. Certo, rende meno… ma ci accontenteremo.)

GO: Ciao Austin! Come va? Come stanno i Camping?

Austin: Noi stiamo bene! Io e Dani ci stiamo per sposare e traslocheremo nel nostro nuovo appartamento. È da Dicembre che sono pulito dall’eroina. Jacob anche sta alla grande, ma non abbiamo avuto molto tempo per provare con lui, a causa di questa quarantena di merda ahahah.

Il passato: una gioventù tra musica, angosce e abusi.

GO: Allora Austin, iniziamo col riassumere in poche righe la storia dei Camping In Alaska da quando avete iniziato fino ad oggi, per tutti i lettori/ascoltatori che non vi conoscono.

Austin: Bene, ci vorrà una fottuta eternità per rispondere, perché io e Jacob suoniamo insieme da quando avevamo 14 anni, nel 2009. Jacob è sempre stato il mio migliore amico e per entrambi la musica è sempre stata la cosa più importante, abbiamo iniziato a suonare la chitarra e a scrivere canzoni insieme. Tuttavia lui si dimostrò un batterista fantastico, e visto che i batteristi sono pochi e rari qui, ad Huntsville, per noi fu anche meglio. Ben Cape e Jacob Hill furono gli altri membri principali fino al 2013. Ben registrò con noi Please Be Nice, scrisse e cantò “There’s No Brian In Team”, ma lasciò il gruppo appena dopo le registrazioni. Jacob Hill stette con noi fino al 2017, era la chitarra solista e fu il mio migliore amico e compagno di stanza per molti anni, aiutò me e Jacob a scrivere molto di “Bathe” e “Welcome Home Son”, solo che io e lui iniziammo davvero pesantemente a farci di eroina, meth e a fumare crack ogni giorno per anni, e questo stava iniziando a distruggere le nostre vite fisicamente e psicologicamente. Dormimmo nella sua macchina, nel parcheggio di Walmart (un centro commerciale) per molte settimane perché non avevamo un posto dove stare, spendemmo tutto in droga. Così, nel Novembre 2017, lui finì i soldi e scappò per entrare in una casa di riabilitazione a Nashville, nel Tennessee. Ancora vive a Nashville, ora ha una casa, una moglie e hanno avuto il loro primo bambino; io sono il padrino ahahaha.
Comunque, voglio molto bene a Jacob Hill, ma dovette allontanarsi per sopravvivere alla sua tossicodipendenza e ora ha una vita tutta sua; mi manca tanto, ma rispetto la sua decisione.
Dopo una settimana dalla sua partenza, mi misero in prigione per 6 mesi, era inverno e dormivo sotto i portici delle chiese avvolto in 4 cappotti, ma stavo congelando ugualmente.
Mi rilasciarono a Maggio 2018, ed io, Jacob e Eli iniziammo a suonare ancora, come un trio, come prima ma senza Jacob Hill. Io mi ero quasi del tutto ripulito e noi suonavamo bene, scrivemmo le canzoni più belle che avessimo fai fatto. Questi pezzi diventeranno presto “Eggbeater Jesus”, il nostro nuovo lavoro in studio.
Successivamente conobbi Dani, iniziammo ad uscire e a viaggiare insieme. Lei suonava il basso, così iniziammo a comporre insieme e pensammo che sarebbe stato bello se avesse suonato il basso nei Camping, così Eli passo alla seconda chitarra e questa è la line-up che ancora abbiamo oggi, secondo me la migliore mai avuta.
Molte persone che ci conoscono, confermano che ora suoniamo meglio, sia per la line-up, sia per la qualità dei brani. In passato ho fatto delle cazzate, uscii dal carcere ma continuavo a ricadere, ora le cose sono stabili e va tutto alla grande!! A breve, dopo 3 anni, stiamo finendo le 13 tracce di Eggbeater Jesus ahahah.

GO: Bene! Ti ho già raccontato di quando mi innamorai della vostra musica ascoltando “Please Be Nice”, ufficialmente il vostro primo album. Ti va di raccontarmi qualcosa di quei tempi e di come avete composto l’album, ispirazione, testi… ?

Austin: Noi odiammo Please Be Nice per davvero tanto tempo per un po’ di ragioni: non venne fuori come noi volevamo, perché il fonico delle registrazioni non capiva il nostro genere e poi perché avevamo 17 anni e non avevamo mai registrato professionalmente prima, così esitammo a correggere le cose.
Le canzoni non avevano significati profondi, perché alla fine noi eravamo solo liceali che si divertivano e suonavano in giro, gli album successivi furono molto più significativi , specialmente “Welcome Home Son”: lo sentivamo di gran lunga meglio, sia musicalmente, sia liricamente, ci rappresentava di più e non era solo dell’Emo burroso e adolescenziale. Quindi tendemmo a rinnegare Please Be Nice perché il nostro pubblico lo apprezzava di più degli altri album, i quali significavano di più per noi.
Ora siamo tutti più riconoscenti al successo che ottenne Please Be Nice, perché ci diede tutte quelle opportunità che non avremmo avuto altrimenti. Sono contento di averlo registrato, ma sono ancora convinto che poteva suonare in maniera diversa.
Comunque, spero davvero che Eggbeater Jesus ci possa liberare dalla maledizione di Please Be Nice. Spero che la gente lo ascolti e gli piaccia, perché penso davvero che sia il nostro lavoro migliore fino ad ora, ci ho messo tutto il cuore e tutta la mia anima dentro e stessa cosa vale per Jacob, Dani ed Eli.

GO: Devi sapere che io considero “I Just Want To Kickflip Into The Sunset And Disappear”, la quarta traccia di Please Be Nice, uno dei brani Emo/Punk più belli degli ultimi 10 anni.
Ci puoi raccontare di cosa parla il testo? E di cosa volevi trasmettere a chi ascolta?

Austin: La maggior parte dei testi di Kickflip furono ultimate all’ultimo minuto in studio ahahahah. Onestamente non credo che quei testi significassero qualcosa in particolare, e se lo facevano ora non ricordo. Ricava quello che preferisci da quei testi ahahahahah, possono significare tutto quello che vuoi.

Il presente: un nuovo singolo, un nuovo album, una nuova stabilità.

GO: Bene! Ora parliamo un po’ di “Icarus”, il singolo che avete rilasciato l’anno scorso su Bandcamp. Raccontaci qualcosa a proposito.

Austin: Icarus è uno dei brani più significativi che io abbia mai scritto, e probabilmente la più lenta fra le nuove canzoni, con un testo abbastanza profondo.
Ho usato il mito di Icaro, il quale volò troppo vicino al sole che le sue ali di cera si sciolsero e lui precipitò nel mare, morendo. È una metafora per un mio amico che morì di overdose d’eroina, anche lui era il frontman di un gruppo Emo, suonavano tanto in giro ed erano molto ascoltati da tutti. Loro due sono un po’ come me, gentili e simpatici ma angosciati da molte persone. Come me, lui finì ad essere un tossicodipendente, e a decidere chi di noi due doveva fare quella fine fu solo la sorte, come quando si lancia una moneta, potevo essere facilmente io al suo posto; mi sono sparato del Fentanyl e sono quasi morto tante volte. Rimasi molto scioccato quando venni a sapere della sua morte, perché io stavo cercando di ripulirmi e questo mi fece rendere conto quanto fui fortunato a sopravvivere per 7 anni all’abuso di droghe pesanti. Lui era una gran brava persona, e ad ognuno di noi due piaceva la musica dell’altro, così… non so, ho pensato che gli avrebbe fatto piacere ascoltare la canzone scritta per loro due… si, questo brano significa davvero tanto per me.

GO: Prima di “Icarus” avete sospeso l’attività musicale per un tempo abbastanza lungo, ti va di soffermarti su questa pausa?

Austin: Come ho già detto prima, dopo aver rilasciato Welcome Home Son, nel 2016, io divenni un senzatetto a causa della mia dipendenza e mi feci 264 giorni nel carcere di contea tra il 2017 e il 2019. Avevo una forte astinenza da eroina quando scrivemmo, registrammo e rilasciammo Welcome Home Son, io toccai il fondo appena finito l’album e pensavo fosse il mio “addio” al mondo, ero pronto a morire. Mi ero completamente lasciando andare e non avevo più interesse nel suonare, visto che la gente era fissata con il solito Emo di Please Be Nice ed io stavo riversando tutta la mia salute su Welcome Home Son, chiedevo disperatamente aiuto, ma a nessuno importava.
La mia ex-ragazza di 4 anni fa mi lasciò, io persi la casa e mia madre mi buttò fuori quando si accorse che ero tornato da lei per rubargli un po’ di roba da portare al banco dei pegni. Così mi feci completamente prendere dalla droga e sarei morto se non mi avessero richiuso dietro le sbarre. Arrivai a pesare 55 kg quei giorni, ora sono alto 1,80 cm e peso 84 kg ed è il mio peso forma, non sono grosso, ma 55 kg era l’estremo: le mie guance si erano ritirate e mi potevi vedere le costole, ero diventato un cazzo di scheletro, un morto vivente. Quando fui rilasciato, provai a ripulirmi ma fallivo sempre, cercando di concentrarmi a scrivere Icarus ed il resto di Eggbeater Jesus. Questi problemi si sentono evidentemente nelle canzoni, come si sente quando Dani entrò nella mia vita come un angelo per salvarmi e rese tutto migliore, includendo la composizione di linee di basso incredibili e voci delicate e spettrali, migliorando l’intero sound dei Camping In Alaska. Comunque, nonostante le varie pause, il nuovo album sta arrivando ed è il più omogeneo mai scritto da noi. Spero davvero che voi tutti pensiate ne sia valsa l’attesa.

GO: Abbiamo tutti notato una cosa davvero interessante nei vostri lavori: ogni album ha un mood e un sound completamente differente dal precedente e dal successivo, non troviamo mai “doppi” nella vostra discografia ma una particolare “evoluzione”.
Ci puoi dire, in breve, i riferimenti per ogni album dopo Please Be Nice.

Austin: Si! Hai perfettamente ragione!
Noi vogliamo che la nostra musica si evolva con noi, senza che risulti stagnante e ripetitiva. Le ispirazioni per ogni album sono le nostre vite come persone: i nostri problemi, i nostri amori e la musica che ascoltavamo durante la scrittura.
io voglio che la musica progredisca con noi come ogni buon gruppo che si rispetti. Certo, potevamo scrivere altri Please Be Nice, sarebbe stato semplice e i fans se la sarebbero bevuta, ma questa band è la mia vita ed io prendo la composizione seriamente e voglio che sia onesta con cosa io sento ORA.
Questo amo della musica, che mi ha cambiato la vita e mi ispira sempre nuovamente a scrivere. Non registrerò mai un album “due volte” perché cresco e cambio e la mia musica con me.

GO: Fantastico. Vuoi aggiungere qualcos’altro in relazione al nuovo full-length in arrivo?

Austin: Eggbeater Jesus ha 13 tracce ma è ancora in stato di elaborazione. Ci abbiamo lavorato su per 3 anni e spero che alla fine la nostra fatica sia ripagata. È davvero lontano da ogni cosa i Camping In Alaska abbiano mai fatto prima e credo sia qualcosa si possa riassumere con “noi”, significa molto per me. Spero che possa risaltare nell’ombra di Please Be Nice.

GO: Bene! Per concludere vorrei farti una domanda abbastanza particolare: Cosa pensi che direbbe l’Austin “attuale” se potesse incontrare l’Austin dell’era di Please Be Nice?

Austin: Gli direi di smettere di farsi così tanto e di non provare l’eroina ahahahahah. E avrei evitato tanta miseria. Ma non so… se tutto questo non fosse successo, non avrei conosciuto Dani o non sarei finito dove sono ora, più felice che mai! Quindi non so ahah… Grazie per le domande amico! E grazie per supportarci! Passa una buona giornata!

Grazie davvero tanto per aver accettato quest’intervista, Austin!
Per me è stato un piacere immenso! Non vedo l’ora di sentire il nuovo album e magari vedervi suonare live, sarebbe un sogno!
Fai un saluto alla band da parte della GO-GO Zine!
A presto!

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