My Vinyl collection #1: Ricky Koppo

Mi piace vendere dischi, ma ogni volta che un album lascia il negozio vorrei seguirlo, andare a vedere a casa di chi sta andando, capire che gusti ha chi lo compra, mi faccio varie domande tipo, è un collezionista di questo genere? Lo ha preso a caso? Davvero conosce questo gruppo?

Per togliermi la curiosità ho fatto qualche domanda a degli amici e collezionisti.

Partiamo con un vero punk rocker ed esperto di musica, Ricky Koppo, musicista attualmente nei SOCS e nei PDD, collaboratore di irritatepeople.it, My Own Poison Music e gestore della pagina Facebook My Degeneration. Vediamo cosa ha da mostrarci!

Ricky Koppo: chi è?

Ho iniziato a suonare la batteria da autodidatta nel 1993 e nello stesso periodo ho iniziato a interessarmi all’ascolto e alla ricerca di dischi e musicassette che potessero piacermi o colpirmi.
La prima band fu un duo chitarra/batteria strumentale con un compagno delle medie poi diventato uno dei grandi amici di sempre, nel 1996 finalmente trovammo un bassista e iniziammo a suonare un po’ in giro, dove capitava, dovunque, al 90% pezzi non nostri (cover di Green Day, Ramones, Nofx, Rancid, Bad Religion, Sex Pistols).
Decidemmo di chiamarci Peter Punk (da un personaggio contenuto in una storia di Dylan Dog, “La Prigione di Carta”) fino a quando scoprimmo che già un’altra band, peraltro piuttosto conosciuta, aveva lo stesso nome.

Le bands con cui ho suonato sono Peter Punk, Touchdown, The Rockweiler, Alcohol Warriors, Kamarama, Heartbroken, Iscariot, The Logistics, Crash-Dive, SOCS, Roger Rubbish, PDD, Renzo Arcore (nelle ultime 4 ci suono tuttora) più un’altra dozzina di bands con cui ho fatto alcune date dal vivo in assenza del batterista effettivo, prestiti a tempo determinato o registrazioni in studio.

My Vinyl collection…qualche domanda ai collezionisti di dischi

GO: Ciao, raccontaci che tipo di collezionista sei. Da dove nasce la passione per i dischi? Sei un accumulatore o ti dai degli obiettivi precisi?

RICKY: La passione per i dischi nasce semplicemente a casa mia. A casa con i miei e due fratelli molto più grandi si è sempre ascoltata musica, giornalmente e da un estremo all’altro.

Mio padre in giovane età conobbe e diventò amico di Peppino Di Capri, che per anni gli fece avere una copia di ogni suo singolo o disco pubblicato con tanto di autografo e dedica.
Mia madre aveva un debole per la lirica, per Adriano Celentano e per Santana.
I miei fratelli… uno alternava sul piatto Iron Maiden, Metallica, Anthrax, Black Sabbath, Led Zeppelin ma ogni tanto ci buttava dentro Sex Pistols e AC/DC.
L’altro rispondeva con Police, Clash, Talk Talk ma anche Madness e Rino Gaetano.
E io… ascoltavo e riascoltavo.

Inevitabile finirci dentro fino al midollo osseo.
Anche solo la prima volta che misi un disco sul piatto con annesso rituale di apertura, pulizia, posizionamento, controllo puntina e rpm, fu un brivido.
Mi ricordo anche che era “For Those About To Rock” degli AC/DC.
Arrivando a oggi, ho accumulato (soltanto in parte purtroppo) un bagaglio di vinili di famiglia, affiancandolo a ciò che ascolto, che mi piace e mi interessa ora.

Ho degli obiettivi precisi ben segnati in un’agenda che man mano vengono aggiornati o depennati, anche perché altrimenti senza linee guida rischi realmente di farti trascinare dall’entusiasmo e spendere cifre astronomiche comprando 10 dischi a botta (in passato è successo comunque…)

GO: Quanti dischi possiedi? Sono più cd o vinili?

RICKY: Cifre quasi precise, dico ‘quasi’ perché fino a una decina d’anni fa tenevo il conto, poi è diventato difficile fare la conta esatta…
circa 1350 cd, 330 vinili (compresi singoli e 7”), un centinaio di musicassette e 265 Dvd musicali (perché giustamente avere già la fissa per i dischi non era abbastanza).

GO:Dove fai i tuoi acquisti? (online, negozi, mercatini)

RICKY: Sono sempre stato un sostenitore del “vedere” ciò che si compra, soprattutto per i dischi.
Quindi i negozi per me sono un luogo di culto e pellegrinaggio, scoprire un negozio di dischi nuovo e immergersi nei suoi scaffali ti raddrizza la peggior giornata di merda che tu possa aver avuto negli ultimi 6 mesi.
E’ parte integrante della musica come terapia.

I mercatini sono peggiorati moltissimo negli ultimi 10 anni, sia per la qualità degli espositori che per quella degli avventori … già solo il fatto che in provincia di Bergamo ormai le fiere del disco esistano solo all’interno dei centri commerciali la dice lunga.
Ci sono pezzi di qualità, ma purtroppo ti costa davvero tanto in termini di tempo, logisticamente e anche purtroppo economicamente.

Fiera del disco a Novegro, evento storico negli anni a Milano, ingresso 8€ per poi magari trovare dentro anche gente che espone i cd di Biagio Antonacci, degli Eiffel 65 o di Fiorella Mannoia pressati negli scatoloni di cartone, che non vede l’ora di sbolognare.
E’ una questione di qualità, come diceva Lindo Ferretti prima di sbroccare duro.
E poi, con 8€ se ho pazienza e trovo il banchetto giusto, mi porto a casa un cd dei Ten Foot Pole nuovo, ancora incartato.

Ho iniziato a comprare online da pochissimo, nel 2017, con molta diffidenza iniziale e sostanzialmente perché era l’unico modo per reperire certi articoli (la prima volta fu per “Filmage” dei Descendents).
Andare nel negozio, ripeto, per una serie di fattori non si batte.

My Vinyl collection: La top 3 di Ricky Koppo

GO: I 3 pezzi della tua collezione di cui vai più fiero?

vinyl collection
  • ‘Nofx Live ‘95’, bootleg in cd del mio primo concerto dei Nofx da spettatore, al Factory di Milano nel febbraio 1995.
    Lo trovai senza che lo cercassi nello specifico… lo vidi per caso in un negozio che si chiamava ‘Metalhead’ a Camden Town, Londra, nel 2001.
    Preso di base perché erano i Nofx, una volta arrivato in ostello vedo che è la registrazione del Factory!
    Fu fighissimo, appena tornato a casa mia lo riascoltai di filato per tre volte.
  • Il primo EP dei Rancid, quello che alcuni chiamavano ‘The Bottle’.
    Ok, una delle mie bands della vita, li ho sempre cercati spesso quando sono in giro per mercatini o negozi, ma mai avrei pensato di trovare questo disco a casa di un’amica del chitarrista di un mio vecchio gruppo… un pomeriggio d’estate, rientriamo a casa sua per bere qualcosa, lo vedo lì appoggiato sulla libreria. “guarda me l’ha lasciato qua mio fratello, l’ho messo su una volta ma non mi piace, a me sembra rovinato.. lo vuoi?”
    Me lo regalò e non volle un centesimo. Ovviamente non era per nulla rovinato… lei ascoltava i Modena City Ramblers…
  • La cassetta di “Diary” dei Sunny Day Real Estate.
    C’è un negozio di dischi storico appena fuori Bergamo, attivo da almeno 25 anni e che, come tutti nel settore, sta facendo un pochino fatica.
    Premessa: è specializzato nel metal e quindi l’80% degli avventori è composto da metallari e thrasher anche di una certa.
    Un giorno, molti anni fa, sto per finire il consueto giro all’interno, mi cade l’occhio su una sfilza di musicassette incanalate in un angolo… e vedo la copertina di “Diary”.
    ???!!!??? come è possibile qui ?
    La cosa più bella è quando chiamo il ragazzo per chiedergli di prendermela e chiedergli il prezzo. Mi spiega che quelle cassette sono ormai fuori produzione, fuori catalogo, fuori tutto, nessuno le vuole. Ha provato a spiegare che quella era la band in cui suonavano alcuni dei Foo Fighters, ma niente. Banconota da 5€ e tutti a casa col sorrisone.

GO: Un aneddoto divertente su un tuo disco e di come ne sei entrato in possesso

L’ho raccontata già sopra con i 3 dischi … e allora racconto girando la domanda, un aneddoto triste su un mio disco e di come non ne sono iù in possesso.
Una sera del 2001 siamo nella mia saletta coi Kamarama in attesa di una ragazza, ipotetica cantante da provare per la band (ma credo anche che il mio chitarrista ci fosse un po’ sotto con lei).
Arriva con il fidanzato. Ok, morta lì.
Se non fosse che al tempo avevo i vinili ancora in saletta e a fine serata… mi accorgo che manca un disco (‘Legend’ di Marley).
Tutta la sera il tipo aveva detto e ripetuto che la saletta era una figata, che i vinili erano una figata, lui stravedeva per Bob Marley e il reggae. Impazzisco.
Come cazzo avrà fatto a non farsi sgamare ma soprattutto dove lo avrà messo?
Mai più rivisto quel vinile. E ovviamente la tipa non cantò mai nei Kamarama.
Recuperai il numero sull’elenco e lo chiamai a casa, quel tipo. Ma senza esagerare 200 volte. Anche la sera tardi e la mattina presto.
Ottenni l’indirizzo e andai a appostarmi davanti casa sua… scappò dentro con la bici e si chiuse il cancello alle spalle. A distanza di anni penso che se me lo trovassi davanti lo manderei comunque all’ospedale.
Non tanto per Marley, che poi era un prestito da mio fratello, ma per il gesto. Se avesse trafugato un disco dei Nofx, oggi starei scontando l’ergastolo.
Questo vale anche per gli splendidi che rubano dischi nei negozietti o (ancora peggio) ai banchetti/distro delle bands… fate cagare!

GO: Sei uno da prima stampa o va bene tutto?

Dipende, se trovassi in giro un disco “della vita” ma la stampa fosse di settimana scorsa, ci penserei su e a quel punto preferirei cercare il cd fatto ai tempi perché comunque lo vorrei avere, quel disco.
Non sono un fanatico sulle stampe ma non prenderei un disco dell’81 ristampato nel 2016, proprio come senso della cosa.

GO: Qual è l etichetta discografica che ti ha dato più gioie?

Epitaph vince in volata su Fat Wreck, Dischord, Lookout, Victory, Burning Heart.

GO: Compri anche musica in digitale? Usi Spotify e simili?

No, mai fatto e sinceramente credo non mi riuscirebbe.
Pensa che non ho nemmeno Spotify, ho usato il pc della mia fidanzata per vederlo quando abbiamo caricato i dischi dei SOCS ma poi non l’ho più consultato. Non è il mio.
Ne riconosco la praticità nel momento del bisogno di “diffondere” musica, ma “ascoltare” musica è un’altra cosa. Compro cassette, vinili, cd e ascolto cassette, vinili, cd.
Non ho mai ascoltato/scaricato una canzone dallo smartphone.

GO: Compri solo musica che conosci già o anche novità? Come ti informi sulle nuove uscite?

Fino a una decina d’anni fa i miei riferimenti erano esclusivamente cartacei…Rock Sound mi ha fatto scoprire almeno una cinquantina di bands negli anni, lo Speciale Punk è stato qualcosa di storico e non dimentichiamo i cd che erano allegati, vero e proprio ‘bigino’ della situazione, prima ancora c’erano HARD! e Monster, poi Metal Hammer, Psycho, gli storici Rumore e Il Mucchio, oltre a splendidi magazine di settore come Punkster e Sonic.
Poi, fortunatamente ho avuto la possibilità di andare a vedere molti concerti, anche fuori regione e fuori italia, scoprendo di conseguenza bands minori o nuove, magari in apertura a quelle già note.
Considera che ho internet a casa soltanto dal 2008, oltre alle riviste stavi molto più in giro e assimilavi, scoprivi, vedevi e conoscevi di più e soprattutto senza filtri intermedi.
Oggi sui social hai già la foto della scaletta che suonerà la band la sera dopo…
I nomi conosciuti e che mi interessano li compro a scatola chiusa, per le nuove uscite passo periodicamente sui siti delle etichette che ho citato sopra, oppure i passaparola ai concerti underground come anche ai nostri, che portano sempre ottime news.

GO: Cosa ti piace che ci sia in un album oltre alla musica? Bella copertina? Inserti?

Se conosco la band o so cosa mi aspetta, la copertina ha un peso relativo.
Prendi l’album omonimo dei Rites Of Spring, in quel disco fondamentale c’è tutto ciò di cui si ha bisogno, ma la copertina francamente è bruttina. Diciamo che ascoltando prettamente punk/hc, a volte è capitato che dischi strepitosi abbiano avuto copertine molto banali o non troppo espressive.
Sicuramente il mio rituale non appena metto su un disco è andare a leggere nelle note i ringraziamenti di tutti o dei singoli e eventuali citazioni riportate, in automatico proprio.
Mi piace tantissimo buttarmi sul booklet e su eventuali inserti, leggo tutto, anche l’etichetta sul vinile o la serigrafia del cd.

GO: Consigliaci un pezzo sconosciuto dalla tua collezione.

Devo

Sono un fanatico dei Devo, forse la mia band preferita in assoluto (sì, forse anche più dei Nofx). Anni fa ho trovato presso un banchetto ‘B Stiff’, il loro primo EP del 1978 che contiene i primi tre singoli pubblicati originariamente in 7” (e per la cronaca introvabili in ottimo stato o a prezzi abbordabili, purtroppo).
Le versioni dei pezzi sui 7” e su questo disco sono molto diverse da quelle che verranno poi pubblicate sul primo album o sulle raccolte successive.
Band pazzesca, ne approfitto per dire che chiunque al mondo suoni uno strumento o voglia imparare a farlo, deve conoscere e ascoltare i Devo. E amarli.

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