Jeff Rosenstock: ripercorriamo la carriera fino a NO DREAM

Jeff Rosenstock è uno dei grandi artisti dell’attuale panorama musicale. Il ragazzo di New York, anche considerando la non proprio anonima città di provenienza, sta riscuotendo molto successo, da ormai un pò di anni.

Proveniente dai The Arrogant Sons of Bitches, un gruppo Ska Punk, in realtà molto diverso dalla sua attuale proposta musicale, il vocalist aveva però già evidenziato il suo stile logorroico, ironico e nervoso. Con i Bomb the Music Industry! Jeff cominciava a muoversi negli attuali territori musicali.

“I Look Like Shit” è il suo esordio da solista e già dal titolo si capisce l’estetica della sua musica. La sua attitudine da “loser” non è certo nuova nel mondo del Punk, ma forse in alcune sue canzoni (quelle meno energiche) c’è anche più di un pizzico di Rock Alternativo anni ’90. “Bonus Oceans” è già una delle sue canzoni migliori ed in generale il disco è buono. “The Trash the Trash the Trash” è un’altra perla, di una perfezione melodica assoluta. Il successivo “We Cool?” (altro titolo eloquente) è però di un altro livello. “Hey Allison!”, “Hall of Fame”, “You, in Weird Cities” sono suoi classici assoluti. La produzione è migliore e Jeff comincia la sua personale sfilza di ritornelli imperdibili.

“Worry.” è il suo capolavoro e qui è difficile trovare brani minori, o da saltare. Rosenstock ha trovato il suo stile, tanto che già dopo pochi secondi si riconoscerebbe una sua canzone alla radio. I Weezer sono sempre stati probabilmente una sua ispirazione, ma il merito di Jeff è stato di aver fatto scomparire la sua fonte di ispirazione, creando il suo personale stile. Una canzone come “..While you’re alive” meriterebbe un suo personale posizionamento nelle migliori canzoni del decennio, col suo disilluso (e reale) senso dell’amore. Oltre ai Weezer, però, Rosenstock mette molto del suo, tanto che onestamente la sua discografia è anche migliore (secondo me). “Festival Song” o ” I Did Something Weird Last Night”, altre canzoni da ricordare in un disco che ha fatto girare tante teste, anche nel campo indie.
“Post-“, il suo penultimo disco, è invece un piccolo passo indietro, con alcune grandi canzoni (“All This Useless Energy”), ma nel complesso inferiore ai precedenti, anche se oltre la sufficienza (questo ad onore del cantautore).

jeff rosenstock no dream

NO DREAM: l’ultimo lavoro di Jeff Rosenstock

Veniamo ora al suo ultimo disco, “NO DREAM”, uscito a sorpresa il 20 Maggio. “SCRAM!” è la prima grande traccia, dopo un buon inizio di album. La mia preferita è “State Line” ma ce ne sarebbero altre da citare. “The Beauty of Breathing”, “Old Crap” e la ballata alternative “Honeymoon Ashtray”. In generale tutto il disco è ottimo, anche se forse un pò troppo lungo. L’unico difetto è che alcune canzoni alla lunga potrebbero risultare stucchevoli.

“The Beauty of Breathing” era stata anticipata nel live “Thanks! Sorry!”, che consiglio perché di una potenza e qualità rara per quanto riguarda i concerti registrati.

Un autore significativo di questo decennio, ma anche una dimostrazione che la musica non debba necessariamente essere proiettata all’indietro, in qualche paradiso fittizio musicale, tipo gli anni ’90, ’70 ecc. La musica e il Punk sono ancora piuttosto vivi.

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